La Storia del Cav. Giuseppe Ruffatti

Il Cav. Giuseppe Ruffatti nacque il 28 novembre 1907 a Casalserugo in provincia di Padova, sin da piccolo aveva una grande propensione per lo studio.

Con lo scoppio della prima guerra mondiale deve fermarsi alla quarta elementare, perché il papà si ammala, per aiutare la famiglia va a giornata presso l’esercito con il compito di distribuire il rancio ai soldati che rientrano dal fronte. Lo pagano con mezzo chilo di formaggio grana al giorno e due scatolette di carne, più tardi riprende la scuola.

A Casalserugo, suo paese, c’era allora la favolosa biblioteca dei Da Zara, qualcuno gli passa moltissimi libri di vari autori e spesse volte la madre lo scopre a notte fonda con una candela accesa a leggere questi meravigliosi libri.

Nel 1921 lo zio Mons. Riccardo Ruffatti, fondatore dell’Azione Cattolica a Padova, Direttore del giornale diocesano “ La Difesa del Popolo” e co-fondatore dell’”Avvenire d’Italia”, un giorno, lui aveva allora 14 anni, gli propose di andare a lavorare presso la famosa ed antica ditta organaria di Domenico Malvestio sotto la guida del Titolare Giuseppe Malvestio.

Il Cav. Giuseppe diceva sempre, ricordando quell’epoca, che oggi nessuno lavorerebbe con il vecchio Malvestio, poiché era molto duro ed esigente, tanto da far piangere i suoi dipendenti, ma quando si accorse che Giuseppe lavorava con passione ed abnegazione, amando il nuovo lavoro, lo coccolò come un figlio.

Sotto questa attenta e severa guida apprese le tecniche costruttive degli organi, allora tradizionali, a sistema di trasmissione meccanica, passando poi al sistema trasmissivo pneumatico-tubolare, quindi negli ultimi anni apprese la ”nuova tecnologia” della trasmissione elettrica applicata agli organi a canne.

Il Maestro Malvestio, vista la dedizione al lavoro dell’allievo, poco per volta gli insegnò tutti i segreti dell’arte organaria, in special modo lo volle accanto a sé per fargli apprendere le tecniche di intonazione ed accordatura degli strumenti, nonché la composizione fonica e l’inserimento fonico ed artistico degli strumenti nelle Chiese.

Negli ultimi ani di vita del Maestro, Il Cav. Giuseppe Ruffatti gli si affiancò, sostituendolo spesso nel completamento tecnico costruttivo, nell’intonazione ed accordatura degli strumenti.

In quel periodo studiò le tecniche del disegno, in modo da fornire al Cliente i disegni prospettici e le piante dei nuovi strumenti, nonché i primi rudimenti di architettura e stili artistici sì da poter inserire i nuovi strumenti in maniera consoni all’Ambiente che li doveva ospitare.

Prima di morire il “Vecchio Malvestio”, come usava dire Giuseppe, lo designò quale suo erede artistico e lo comunicò con orgoglio quasi paterno a tutti i suoi Clienti.

Dopo la morte del suo Maestro, era ormai il 1936 ed il Cav. Giuseppe Ruffatti decise di intraprendere l’arte organaria in proprio non senza aver prima aver chiesto una benedizione all’allora suo confessore Padre Leopoldo Mandic, proclamato Santo negli anni scorsi.

Raccontava tale incontro il Cav. Giuseppe: rivolgendosi a San Leopoldo Mantic suo confessore:

“ Ho mezza idea, adesso che il datore di lavoro è morto, di svolgere un’attività per conto mio. In un primo momento mi dedicherò alla riparazione degli organi in difficoltà e poi vorrei partire con la costruzione dei miei organi”, San Leopoldo per un po’ stette in silenzio e poi gli disse con voce sommessa ma ferma “ fai pure figliolo, fai pure”. Vi aggiunse però un’avvertenza “ caro Bepi, raccomandati sempre alla Parona” (La Madonna in dialetto veneto)

Fu così che nel 1936 fu costituita la DITTA RUFFATTI – PADOVA, Via Montebello n. 3 avente come attività : Costruzione organi da Chiesa e concerto – elettrici – pneumatici – ricostruzioni e riparazioni

Purtroppo a quei tempi il lavoro in generale scarseggiava, pertanto il Cav. Giuseppe assunse quali collaboratori i suoi due fratelli, che non avevano alcun lavoro, assieme ad ex operai della ditta Domenico Malvestio.

Il fratello Alessio venne assunto per la prima volta in data 21/12/1936 licenziato in data 09/01/1937 e riassunto in data 26/04/1937 con la qualifica di “apparecchiatore comune” con un salario giornaliero di lire 12,60.

Il fratello Antonio venne assunto la prima volta in data 21/12/1936, licenziato in data 09/01/1937 e riassunto in data 26/04/1937 con la qualifica di “falegname comune” con un salario giornaliero di lire 16,17.

In quel periodo oltre alle numerose manutenzioni, riuscì ad avere l’incarico di costruire, come sognava da molto tempo, il suo primo organo nella Chiesa Parrocchiale di San Pietro di Barbozza (Valdobbiadene) in provincia di Treviso e come raccontava il mezzo più veloce per arrivare sul posto era la bicicletta per una distanza complessiva di circa 70 Km.

Il giorno 08 settembre 1937 convola a nozze dopo un lungo fidanzamento con la Sig.na Maria Simonetto, che lo aiutò e lo sostenne nei molti momenti difficili che si presentarono nella loro vita, vita allietata da ben 5 figli.

Purtroppo il giorno 07/06/ 1978, dopo lunga malattia l’amata moglie morì dopo 41 anni di vita coniugale, nonostante la grave perdita il Cav. Giuseppe si dedicò con più energia e volontà nel produrre nuovi organi.

Nel 1940 il Sig. Giuseppe Ruffatti trasformò la Sua Azienda Ditta Ruffatti – Padova, in Società di Fatto, assieme ai fratelli Alessio ed Antonio, società che operò sino al 1943 quando venne costituita con Rogito n. 13769 di repertorio del 15 marzo 1943 presso lo studio del Notaio Avv. Dr. Rinaldo Pietrogrande la società in nome collettivo FAMIGLIA ARTIGIANA FRATELLI RUFFATTI, di Giovanni, con sede in Padova, Via San Girolamo 15/a.

In tale nuova società furono ben delineati i compiti dei tre soci:

Cav. Giuseppe Ruffatti direzione tecnica ed artistica dell’azienda
Alessio Ruffatti direzione organizzativa interna e delle maestranze
Antonio Ruffatti delegato alla parte commerciale

L’azienda così strutturata ed organizzata si impose in breve tempo sul mercato, costruendo strumenti sempre più perfezionati ed all’avanguardia nella tecnica costruttiva a livello mondiale, sviluppando la tecnica di trasmissione elettrica con propri brevetti, ma soprattutto dal lato fonico ottenendo riconoscimenti da tutti i maggiori Concertisti mondiali.

Furono costruiti organi di grandi dimensioni come il 5 Manuali per il Santuario di Fatima (Portogallo) ed il 6 Manuali per il Duomo di Monreale a Palermo. Oltre a questi furono costruiti circa un migliaio di strumento nelle varie Chiese, Santuari, Cattedrali, Auditorium ecc..
Tutti questi strumenti hanno una caratteristica basilare che li accomuna e cioè la dolcezza la pastosità dell’amalgama sonora, caratteristica propria degli organi Ruffatti.

Il Cav. Giuseppe Ruffatti ha sempre seguito personalmente l’intonazione e l’accordatura di tutti gli strumenti prodotti, coadiuvato da aiutanti che seguivano i Suoi insegnamenti e direttive data la notevole mole di lavoro.

Agli inizi degli anni 50, data la notevole mole di lavoro, si decise di riunire la fabbrica, allora suddivisa in due sezioni

Via San Girolamo, Sede Legale ove si concentrava la costruzione delle canne, montaggio dei somieri, costruzione parti elettriche ecc..

Nel vecchio refettorio dell’Abbazia Benedettina di Santa Giustina, ove vi era la costruzione di tutte le parti in legno.

Fu deciso di costruire un nuovo edificio in Via Facciolati 166 in Padova, forse il primo caso in Italia e forse in Europa, di una costruzione di una fabbrica di organi strutturata in maniera adeguata alle intrinseche necessità della costruzione di un organo a canne.

Fu dato l’incarico all’impresa edile dei F.lli Simonetto di Padova, fratelli di Maria Simonetto moglie del Cav. Giuseppe Ruffatti, il quale in accordo con il fratello Alessio, progettò tutto il percorso di lavorazione, sì da ottenere una linea di produzione coerente alle reali necessità lavorative.

L’edificio occupò circa 4.000 mq. Coperti ( Vedi pianta e descrizione dei vari reparti), successivamente ampliati per ulteriori necessità lavorative.

Nel 1960 l’azienda occupava più di cento operai e risultava essere la più grande fabbrica d’organi d’Europa e vi era una produzione di circa uno strumento di medie dimensioni al mese.

Nello stesso periodo Il Presidente della Repubblica Italiana, insigniva il Sig. Giuseppe Ruffatti del Titolo di Cavaliere del Lavoro per i Suoi alti meriti sia imprenditoriali che artistici.

Dopo alcuni anni, purtroppo il fratello Alessio si dovette ritirare dalla società per gravi problemi di salute.

Negli anni ‘65/66 si ebbero i primi ordinativi dal Canada e dagli Stati Uniti d’America, il primo organo che varcò l’oceano fu un 4 Manuali costruito per la sala da concerti della Scuola di Musica “Vincent d’Indy” a Montreal – Quebec Canada, strumento con impostazione fonica propria della Scuola Italiana.

Vennero poi altri ordinativi dagli USA e si realizzarono strumenti di varie dimensioni, ma ben presto il Cav. Giuseppe Ruffatti si oppose a questa operazione puramente commerciale poiché venivano a mancare, sia nella composizione fonica, che nella struttura di tali strumenti, il rispetto delle più elementari regole dell’Antica Scuola Organaria
Italiana.

Il mercato americano richiedeva strumenti strutturati in maniera molto coreografica, in difformità alla corretta collocazione delle masse sonore e dovevano avere un’impostazione fonica molto discutibile, rispetto alla tradizione Organaria Italiana.

Come ebbe a dire più volte il Cav. Giuseppe Ruffatti gli si imponeva di costruire dei “dinosauri molto chiassosi” con l’intonazione della massa sonora a “pieno vento” ed utilizzando gli “slide turner” per l’accordatura.

Propugnatore di tale linea prettamente commerciale ed economica, fu il fratello Antonio e a causa di ciò nacquero notevoli dissapori interni all’azienda, che sfociarono nella divisione dell’azienda stessa.

Nel 1968 il CAV. GIUSEPPE RUFFATTI, decise di fondare una nuova azienda assieme ai suoi figli , che già da anni lo coadiuvavano nel Suo lavoro, denominandola:

FABBRICA ORGANI RUFFATTI DEL CAV. GIUSEPPE RUFFATTI & FIGLI snc

Nella nuova azienda trasmigarono molta parte delle maestranze più capaci e fedeli, “nate” all’arte Organaria sotto la direzione del nostro Titolare. Anche tutto il bagaglio tecnico, misure, modelli e disegni frutto di tanti studi seguirono il loro ideatore e realizzatore.

Con questa nuova azienda, di dimensioni ridotte e soprattutto con l’aiuto dei figli Giovanni e Fernando il Cav. Giuseppe Ruffatti si dedicò completamente all’Arte Organaria Italiana, studiando e ricercando le antiche radici storiche dell’Organo Italiano.

Si intraprese perciò un lavoro di ricerca sugli organi delle varie Scuole Organarie Italiane,
approfondendo in particolar modo la Scuola Organaria Veneta e Scuola Organaria Siciliana.

Per la Scuola Veneta avente come Capi Scuola Nacchini, Callido ecc.. Il Cav. Giuseppe Ruffatti fu il naturale erede formato, come sopra detto, sotto la guida dell’ultimo Maestro Giuseppe Malvestio, continuatore dell’Antica Bottega Organaria di Gregorio Malvestio.

Tutti gli strumenti RUFFATTI sono stati sempre costruiti rispettando scrupolosamente le misure e i diametri della Scuola Veneta, conservando così la sonorità caratteristica propria di questa Scuola giustamente apprezzata e ricercata.

Nella Sua ricerca sonora ed artistica, il Cav. Giuseppe Ruffatti si interessò in maniera particolare all’Antica Scuola Organaria Siciliana, ove brillarono per capacità e maestria Donato del Piano, Platania, La Grassa, Andronico ecc..

Caratteristica di questa Scuola è il suono flautato in tutte le sue espressioni, con canne costruite, oltre che con i tradizionali materiali, quali piombo e stagno, anche legni molto particolari come cedro del Libano, cipresso, castagno.

Sia l’uso di tali materiali che la particolare cura con la quale sono stati realizzati gli strumenti, hanno fatto sì che gli strumenti stessi rappresentino anche dal punto di vista fonico un esempio notevolissimo di maestria raggiunto da Maestri Organari Siciliani.

Nell’organo a 6 Manuali del Duomo di Monreale, il Cav. Giuseppe Ruffatti, ha voluto conservare e completare ciò che rimaneva dell’antico organo del Duomo, riservando il V° Manuale a queste antiche sonorità, costruendo altresì un somiere elettromeccanico specificamente per questi registri di canne, sì da ottenere la sonorità originale di tutta la massa sonora.

Sull’onda dell’enorme successo ottenuto nel 1966 con l’organo a 6 Manuali del Duomo di Monreale, coadiuvato dal figlio Fernando, nell’intonazione ed accordatura di questo importantissimo strumento, cominciò l’opera di sensibilizzazione delle Autorità Politiche e Culturali Siciliane per salvare gli antichi organi dall’abbandono e riportare agli antichi splendori tutto il Patrimonio Organistico Siciliano.

Quest’opera di sensibilizzazione ottenne il suo risultato quando l’Assemblea Regionale Siciliana, emanò una legge nel 1980 e successivi regolamenti per il restauro, recupero e la conservazione dell’immenso patrimonio organistico Siciliano.

La Fabbrica Organi Ruffatti del Cav. Giuseppe Ruffatti & Figli, ha sempre dimensionato la massa sonora rispettando le sonorità proprie dell’Antica Scuola Siciliana e l’esempio più fulgido è l’organo costruito nel 1977 per il Santuario del Tindari, Messina, ove è stato realizzato un organo a 5 Manuali progettato secondo le Antiche Regole dell’Organaria Siciliana.

Nel giugno del 1993 il Cav. Giuseppe Ruffatti in accordo con il figlio Fernando, estromise dalla società il figlio Giovanni per IDEGNITA’ poiché già da molti anni non seguiva più gli insegnamenti tecnico-artistici del padre e soprattutto si comportava scorrettamente sia nei confronti dei soci che della Clientela, creando non poche situazioni disdicevoli.

Questa dolorosa iniziativa è stata promossa ed attuata dal Cav. Giuseppe Ruffatti per salvaguardare la continuità e la serietà lavorativa dell’azienda da Lui fondata.

Tale Sua decisione lo colpì profondamente sia moralmente che fisicamente, tanto che dopo qualche mese, durante un’abituale visita di controllo, gli fu diagnosticato un male incurabile che lo portò alla morte il 29 novembre 1993 a 86 anni.

Il Cav. Giuseppe Ruffatti lavorò fattivamente sino agli ultimi mesi della Sua vita, accordando con maestria i “Suoi strumenti”, tanto che completata l’accordatura di ogni strumento, verificava l’accordatura, inserendo il Forte Generale, con accordi di “quarta e Quinta” su tutta l’estensione della tastiera.

Questa Sua sensibilità artistica e la ricerca del suono perfetto dei Suoi strumenti è da sempre stato riconosciuto dai più Grandi Concertisti Italiani e Stranieri, quali Il M° Germani, M° Esposito, M° Celeghin, M° Schneider, M° Schnorr e moltissimi altri.

Il Suo capolavoro indiscusso fu la costruzione e collocazione dell’organo a 6 Tastiere e Pedaliera del Duomo di Monreale (PA), in collaborazione con i Tecnici della Soprintendenza ed i Tecnici incaricati dalla Curia si collocarono i tre corpi d’organo, due ai lati del Presbiterio, in maniera visibile e due corpi in un locale profondo 7,5 metri ricavato alle spalle dell’Altare Maggiore.

Bisogna ricordare che il Duomo di Monreale è famoso al Mondo per avere tutte le pareti ricoperte di mirabili mosaici d’oro, quindi con “riflessioni sonore incoerenti ed incontrollabili”

Questa distribuzione ha permesso al Cav. Giuseppe Ruffatti di “fulcrare il suono di tutta la massa sonora” all’altezza di m. 2.50, all’inizio del Presbiterio in corrispondenza del “trono” del Celebrante, ove veniva posta la consolle durante i concerti.

In quel punto il Concertista può percepire perfettamente tutto lo strumento con la medesima intensità ed amalgama sonora e da quel punto il suono si espande in maniera “coerente” in tutto il Duomo, permettendo la percezione perfetta anche delle note più acute in qualunque posto ove l’uditore si collochi.

In occasione del concerto di inaugurazione i Tecnici del Suono della RAI fecero prove di registrazione acustiche di tutti i tipi per collocare i microfoni per la registrazione del concerto stesso, nonostante il Cav. Giuseppe Ruffatti avesse indicato loro il “posto” ottimale. Dopo una settimana di prove tali Tecnici posizionarono i loro microfoni ove indicato dal Cav. Giuseppe Ruffatti.

Terminato il Concerto di inaugurazione nel 1966, il Maestro Fernando Germani, scese dalla consolle a 6 Tastiere, con le lacrime agli occhi ed abbracciò il Cav. Giuseppe Ruffatti, ringraziandolo per aver realizzato un organo meraviglioso che non ha uguali al Mondo.

Particolare curioso, durante una abituale visita medica di controllo negli anni ’70, alla prova Audiometrica fu verificato che riusciva a percepire suoni sino a 23/24.000 hertz, quando una persona normale percepisce dai 16/18.000 hertz.
Un orecchio così perfetto da registrare, con angoscia, persino i movimenti della terra che precedono i terremoti

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